Sono nel mondo del jazz da circa quarant’anni, ormai, e faccio ancora fatica a comprendere certi meccanismi, ad entrare nella testa di produttori e giornalisti, per non parlare del pubblico. (continua a leggere)
Darei il massimo delle votazioni a questo CD se non fosse per la qualità del pianoforte di Tucker, che presenta più di un tasto non ben accordato. Peccato questa scarsa attenzione produttiva, dato che per il resto la qualità ...... (continua a leggere)
Sono convinto che in Italia attualmente vivano i tre migliori altisti del mondo, vale a dire Rosario Giuliani, Stefano Di Battista e Francesco Cafiso. Ognuno con la propria personalità e il proprio percorso artistico, ma .. (continua a leggere)
Ben tornato, Charles! Ti avevamo appena ascoltato nell’eccellente “Time Lines” di Andrew Hill, ma aspettavamo con ansia un’opera nuova tutta tua. (continua a leggere)
Questo disco è uno scrigno prezioso di emozioni e fascino. (continua a leggere)
Conoscendo piuttosto bene il mercato discografico in Italia, credo proprio che questo disco passerà del tutto inosservato. Anzi, è già stato un mezzo miracolo che la Warner abbia pensato a pubblicarlo per il nostro mercato. Date per scontate infatti la (continua a leggere)
Può sembrare incredibile, ma ben pochi (sarei tentato di dire nessuno) sanno che in Italia, Paese dove ormai il jazz è di casa, vive il più grande pianista di jazz classico del mondo, un musicista che gode di stima infinita (continua a leggere)
Il primo CD GoFour !
Live in Ancona (1996) (continua a leggere)
Toh…chi si risente! Di Tom Scott avevamo proprio perso le tracce. (continua a leggere)
Cedar appare in forma smagliante in questo nuovissimo disco. Un maestro vero, punto di riferimento per i nuovi pianisti, che non sente per nulla il peso degli anni e di un’attività molto intensa. (continua a leggere)
Ecco un’altra perla preziosa nascosta nel firmamento vocale americano e, come tale, ai più sconosciuta. (continua a leggere)
Non mi capita quasi mai, ma stavolta mi è venuta voglia di riascoltare un disco dall’inizio subito dopo ... (continua a leggere)
Contravvengo alla regola che mai si deve chiedere all’oste com’è il vino .. (continua a leggere)
Ci eravamo dimenticati di quanto fosse bravo Roy Hargrove. Pensate che in copertina di questo disco appare la scritta – trionfalistica addirittura – che si tratta del primo disco di jazz in quintetto registrato negli ultimi dieci anni. (continua a leggere)
Ada Montellanico continua il suo viaggio all’interno della poetica di Luigi Tenco con un libro che, molto ci dice sulla vita artistica di questo, mai dimenticato, cantante e compositore... (continua a leggere)
.... Pat Martino è non soltanto il miglior chitarrista vivente, ma forse anche il jazzista più grande, nel senso artistico e poetico del termine. (continua a leggere)
Duduka è batterista famoso ed importante nella scena del jazz brasiliano .... (continua a leggere)
Siano sempre più benedette le piccole etichette indipendenti, le uniche ormai a ... (continua a leggere)
Terry Gibbs, ottanta anni, è uno dei più grandi vibrafonisti della storia del jazz, e anche piuttosto sottovalutato, a guardare la sua carriera artistica. Legato essenzialmente alle big bands .. (continua a leggere)
Pensate di guidare in una strada “blue” degli Stati Uniti; siete soli e accendete la radio. Mentre cercate la stazione che più vi piace, vi capiterà di ascoltare la musica più disparata: blues, country, folk, gospel, pop-rock, jazz. Ora, con (continua a leggere)
Jessica Williams è una matura signora che può vantare addirittura una quarantina di album da leader. Quanti in Italia si sono accorti della sua esistenza? Eppure il suo pianismo è di eleganza estrema, perfettamente inserito nella ... (continua a leggere)
Nel mondo del jazz Andy Bey è conosciuto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Horace Silver ( l’incisione del ciclo “The United States Of Mind”, nei primi anni ’70, e poi sporadicamente per circa un ventennio). Ha fatto molto (continua a leggere)
Di Rodney Jones si erano un po’ perdute le tracce. Protagonista degli anni ’70-‘80, quando suonava al fianco di gente come Dizzy Gillespie, Kenny Burrell , Ruth Brown, Lena Horne ecc., il chitarrista ultimamente ha prediletto una collocazione soul-blues... (continua a leggere)
Sfiora l’eccellenza questo nuovo disco di Brad Mehldau che arriva a vertici di padronanza della tastiera e di equilibrio mai raggiunti prima.. (continua a leggere)
Trent’anni, trombonista, attualmente componente fisso del quintetto di Enrico Rava, Gianluca Petrella è uno degli uomini nuovi del jazz italiano e, secondo noi, internazionale visto che si è interessata a lui nientemeno che la potente Blue Note... (continua a leggere)
Sono dell’opinione che ogni disco con Bobby Hutcherson meriti di essere ascoltato perché, al di là della comprovata maestria che lo rende uno dei due o tre più grandi vibrafonisti della storia del jazz, egli si è sempre mostrato intelligente (continua a leggere)
I suoi primi dischi di inizio anni ’80 lasciarono il segno nella scena del jazz, per capirci quella di confine con la bossa-nova e la musica brasiliana in generale. Per questo CD è scattata in me una molla che l’avvento (continua a leggere)
Ecco il Wynton Marsalis che meno ci si aspetta, ma che non mi ha colto di sorpresa. Il trombettista torna alla dimensione del jazz club per proporci un jazz disimpegnato e swingante ma non per questo meno veritiero e coerente.... (continua a leggere)
Tra gli addetti ai lavori, manager e musicisti, l’orchestra diretta dai fratelli Clayton e dal batterista Jeff Hamilton è considerata la migliore del mondo, e non da oggi. ... (continua a leggere)
Weiskopf e Fusco non sono giovanissimi; si trovano quindi nell’età di mezzo della completa maturazione, sia tecnica che espressiva. Le loro idee sono chiare e solide come la loro musica, un jazz ..... (continua a leggere)
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